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Approccio cognitivo zooantropologico
Fino a qualche anno fa questo non sarebbe stato possibile,l’addestramento del cane prendeva in considerazione solo l’aspetto performativo (l’esecuzione di comandi). Fortunatamente tutto è in evoluzione e con l’avvento del metodo cognitivo-zooantropologico si è scoperto un nuovo modo di vivere con il proprio cane, valorizzando la sua diversità e abbandonando quel deleterio retaggio culturale che lo considerava un essere inferiore.
In due parole ecco perchè approccio “cognitivo-zooantropologico”:
- cognitivo: la mente del cane è attiva ed elaborativa e i comportamenti ne sono la sua espressione
- zooantropologia: è la scienza che studia il rapporto tra l’uomo e le altre specie e si propone di far conoscere la straordinaria importanza della relazione con gli animali. In cinofilia l’incontro delle due entità uomo-cane dà frutto ad un rapporto teso a valorizzare, arricchire ed equilibrare tale relazione.

Nella pratica di educazione e addestramento, devono essere utilizzate metodiche di apprendimento naturali, non si accetta l'uso di alcun metodo coercitivo che sarebbe unicamente segno della inadeguatezza.

L'utilizzo di pratiche correttive che, in ogni modo, comportino dolore per l'animale, deve essere evitato.
Il sempre maggiore numero di cani che vengono accolti nelle nostre famiglie e la relazione sempre più strettamente affettiva che lega i proprietari ai propri cani richiedono un momento di riflessione per comprendere se, a fronte di questo legame nuovo, ci sia da parte di tutti i proprietari la consapevolezza di cosa vuol dire "avere un cane" e se, soprattutto, riescano a "mettersi nei panni" del cane e a vedere le cose come potrebbe fare il nostro amico a quattro zampe.
Questa impostazione non è, ovviamente, fine a se stessa: se ben interpretata, serve a mettere il proprietario in condizioni di educare il proprio cane e di renderlo quindi gestibile nella totalità delle situazioni sociali nelle quali si viene a trovare.
Tale risultato si concretizza in una serie di benefici effettivi anche per l'animale, come, ad esempio, i seguenti:
potrà essere portato in mezzo ad altri cani, senza che la cosa determini problemi, perché il conduttore avrà la possibilità di controllarlo ed il cane sarà in grado di ubbidire con entusiasmo e felicità sfruttando il legame che si va a costruire e rafforzare, potranno essere affrontate insieme (cane + conduttore) discipline sportive cinofile che, oltre a divertire ed entusiasmare l'uomo, sono fonte di soddisfazione, gratificazione e stabilità psico-fisica anche per il cane 

le prime basi fondamentali di educazione dell'animale.
Per educazione si intende il processo attraverso il quale si insegnano al cane tutte le regole di comportamento necessarie per una buona convivenza con i proprietari, un buon inserimento nella società umana e un perfetto adattamento alle varie situazioni in cui è destinato a vivere.
Essendo quindi l'obbiettivo di questo corso di educazione quello di insegnare ai proprietari a gestire e controllare il comportamento del loro cane, è necessario che il proprietario impari ad ottenere obbedienza e ad evitare che insorgano comportamenti indesiderati.
Pertanto, in questo contesto, educazione significa gestione e controllo dei comportamenti del cane.
Per raggiungere questo scopo, bisogna considerare approfonditamente i tre aspetti fondamentali della costruzione del rapporto cane/proprietario:

1. la relazione affettiva
2. la relazione gerarchica
3. gli insegnamenti degli esercizi di obbedienza 

1. La relazione affettiva
Spesso, nel parlare di relazione affettiva tra padroni e cani, si corre il rischio di urtare la sensibilità del proprietario che crede di aver instaurato un "buon" rapporto affettivo con il proprio animale.
Purtroppo, però, molte volte tale rapporto si basa su incomprensioni e sull'eccessiva antropomorfizzazione delle azioni e reazioni del cane; oppure è troppo sterile e manca quasi completamente di comunicazione e relazioni affattive.
Il buon rapporto con il proprio cane si basa su un tipo di relazione affettiva sano ed equilibrato, ed è ottimale quando si tiene conto delle caratteristiche di razza, delle sue predisposizioni caratteriali e dell'età del cane. Mentre possiamo essere molto "sdolcinati" con un cucciolo di 2/3 mesi, dobbiamo avere un comportamento più "maturo" quando il cane diventa adulto.
Eccessi di espressioni affettive, soprattutto se sdolcinate, possono causare iperattaccamento e dipendenza, bloccando i processi di sviluppo comportamentale al livello di dipendenza del cucciolo dalla madre.
In questo caso, il cane avrà problemi a sviluppare comportamenti autonomi, avrà difficoltà di adattamento e non vorrà mai restare solo in quanto esclusivamente in presenza del proprietario (surrogato della madre) si sentirà al sicuro.
L'eccesso contrario, caratterizzato da mancanza totale di affetto, è altrettanto dannoso, in quanto il cane ha bisogno di relazioni affettive con i membri del proprio branco per costruire una buona organizzazione sociale.
Come spesso accade, la cosa migliore è una via di mezzo tra le due posizioni estreme: tutti i componenti della famiglia devono dimostrare il loro affetto nei confronti del cane, in modo equilibrato, nel rispetto della dignità dell'individuo di specie canina. 

2. La relazione gerarchica
Quando il cane entra in una famiglia, entra in effetti in un gruppo sociale che ha le stesse caratteristiche di un "branco".
Con i vari membri di questo strano branco, inizierà a comunicare in modo da affermare la propria posizione gerarchica, seguendo la sua predisposizione naturale a sviluppare più o meno dominanza. I componenti umani della famiglia dovranno imparare a diventare tutti "superiori in grado" nei confronti del cane.
E' possibile ottenere la giusta relazione gerarchica osservando l'esecuzione di alcuni esercizi per la leadership:
1. Date da mangiare al cane sempre dopo di voi: in natura il capo branco mangia per primo 
2. Quando attraversate una soglia, imponetegli di stare dietro di voi: in natura il capo branco precede sempre gli altri e si prende la responsabilità dell'esplorazione del territorio 
3. Impeditegli di occupare i posti più elevati della casa (letto, divani, poltrone, ecc.): in natura è il capo branco che sceglie i posti migliori 
4. Mantenete sempre voi l'iniziativa dei comportamenti: in natura il capo branco decide per tutti 
5. Non premiatelo mai gratuitamente. Il premio deve essere considerato uno strumento didattico 
6. Insegnate gli esercizi di obbedienza di base 
7. Non dimostrate mai debolezza nei suoi confronti, siate dei buoni capi con coerenza e rispetto della sua natura 

3. Gli esercizi di obbedienza
Questo argomento è essenzialmente pratico e mira all'insegnamento dei seguenti esercizi di base:

1. cane fermo vicino al padrone 
2. l'attenzione 
3. la condotta al guinzaglio 
4. le posizioni di seduto ("SEDUTO"), a terra ("TERRA"), in piedi ("ALT, IN PIEDI") 
5. il fermo sul posto in posizione seduto ("SEDUTO-RESTA") e a terra ("TERRA-RESTA") 
6. il richiamo ("VIENI") 
7. il portare la museruola 
8. i comportamenti del cane in città 

Questi esercizi possono essere considerati sufficienti per una buona educazione di base.
Volendo, si può insegnare esercizi di obbedienza avanzata.

PRINCIPALI METODI DI ISTRUZIONE DEGLI ESERCIZI DI OBBEDIENZA
L’obbiettivo del gruppo cinofilo è quello di far imparare a controllare il comportamento del nostro cane.
Spesso quando il proprietario di un cane si rivolge a professionisti dell'educazione cinofila è perché il cane agisce come vuole e i tentativi di ottenere un comportamento più idoneo alle esigenze del proprietario stesso non danno risultati.
Per insegnare ad un cane gli esercizi di obbedienza, ci sono molti metodi. Le differenze fra i vari metodi dipendono sia dai principi da cui deriva la loro ideazione, sia dalla tipologia della scuola di addestramento in cui vengono applicati. Nella loro applicazione si notano anche delle differenze di carattere personale, dovute allo stile ed alla professionalità dell'istruttore, maturati con gli anni di esperienza e di pratica.
Tuttavia è molto importante considerare la netta distinzione tra due metodi di base diametralmente opposti. 

Metodo basato sulla costrizione
Prevede l'imposizione con la forza. Questo metodo non è più condivisibile in quanto sorpassato, spesso brutale e comunque non adatto alla natura del rapporto uomo/cane che dovrebbe basarsi su criteri positivi di amore e rispetto dei ruoli reciproci.

Metodo basato sulla motivazione
E' il metodo da preferire. Il cane esegue l'esercizio perché motivato dal far piacere a se stesso e pertanto instaura un rapporto positivo con il proprio padrone, coinvolgente e soprattutto mai conflittuale.
Per applicare correttamente questo metodo, che prevede un apprendimento basato sul piacere di eseguire l'esercizio, bisogna conoscere e praticare il seguente schema operativo, ogni volta che si vuole ottenere dal cane un determinato comportamento.
Questo principio è valido sia per insegnare esercizi "semplici" che per insegnare esercizi anche "molto complessi".

SCHEMA OPERATIVO
Motivazione
E' il principio su cui si basa il metodo. Dobbiamo creare una motivazione molto forte per ottenere dal cane un rapido apprendimento del comportamento desiderato. Possiamo provocare una grande motivazione instaurando nel cane il desiderio di ricevere una ricompensa. In pratica, bisogna fargli capire che, se adotta il comportamento desiderato, avrà di conseguenza una forte gratifica.
Attenzione
E' il punto di partenza per effettuare qualsiasi comunicazione. Il cane deve rivolgere la propria attenzione al proprietario, per poter recepire i suoi messaggi.
Stimolo / Azione
E' necessario produrre uno stimolo che provochi nel cane l'azione corrispondente all'esercizio richiesto.
Ad ogni stimolo sarà associato un comando vocale (stimolo secondario) in modo che, dopo parecchie ripetizioni, il solo comando vocale sarà sufficiente ad evocare il comportamento desiderato. 

Rinforzo positivo (PREMIO)
Bisogna premiare il cane appena ha eseguito l'esercizio, così sarà contento di averlo eseguito e si rinforzerà la possibilità che lo ripeta quando si ripresenteranno le stesse condizioni di richiesta (condizionamento).
I premi sono costituiti da voce gentile, carezze, bocconcini, gioco-

Fasi dell'istruzione
Perché l'istruzione di un esercizio sia efficace e durevole nel tempo, dobbiamo considerare le tre fasi che la compongono.

Fase di apprendimento
E' la prima fase dell'istruzione: prevede l'insegnamento dell'esercizio. Si pratica utilizzando una tecnica di comunicazione tale da ottenere il comportamento desiderato. Il cane dovrà dimostrarci di avere appreso l'esercizio esibendo il comportamento desiderato immediatamente, in seguito alla nostra richiesta.

Fase di correzione
Quando il cane ha imparato l'esecuzione di un dato esercizio è possibile che inizi a farlo male o a modo suo, commettendo errori, oppure che non voglia eseguirli, mettendoci alla prova, in una specie di sfida. E' del tutto normale, e questo è il momento di adottare la fase di correzione, composta da tecniche di comunicazione correttive che riportino il cane ad eseguire bene e prontamente gli esercizi.

Fase di approfondimento 
Per approfondimento si intende sia il perfezionamento dell'esecuzione degli esercizi (maggiore precisione) sia il rafforzamento della memoria dei comportamenti.
Questa fase si pratica con la ripetizione degli esercizi (allenamento)

Socializzazione

Questo tipo di attività viene svolta preferibilmente nei primi mesi di vita del cane, ma viene esteso anche a soggetti in età adulta che presentano particolari problematiche di convivenza. Il programma prevede un controllato e graduale inserimento del soggetto alla socializzazione fra consimili in modo da poter correggere errate impostazioni educative dei proprietari.